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  • Текст добавлен: 2 ноября 2018, 15:00


Автор книги: Анелия Каминская


Жанр: Иностранные языки, Наука и Образование


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Волшебные итальянские сказки / Fiabe italiane magiche

© Каминская А. И., адаптация текста, комментарии, упражнения, словарь

© ООО «Издательство АСТ», 2018

La principessa che si tagliò la treccia

Un mercante aveva tre figlie, e la prima e la seconda erano invidiose dell’ultima sorella[1]1
  la prima e la seconda erano invidiose dell’ultima sorella – старшая и средняя завидовали младшей сестре


[Закрыть]
. Il padre andava in giro per le fiere[2]2
  andava in giro per le fiere – ездил по ярмаркам


[Закрыть]
e al ritorno[3]3
  al ritorno – по возвращении


[Закрыть]
portava, ogni volta, un regalo a ciascuna delle figlie, ma all’ultima doveva darlo di nascosto[4]4
  di nascosto – тайком, втайне


[Закрыть]
per non ingelosire le altre. Dunque, il padre una volta disse: “Ora sono cresciute e voglio trovare loro un marito”. E alla prima: “Chi vuoi?” “Voglio un falegname”. “E tu chi vuoi?” – chiese alla seconda. “Voglio un muratore”. E all’ultima: “E tu?” “Voglio per marito il figlio del Re di Spagna”. E le due sorelle: “Ma vedi un pò[5]5
  vedi un pò – погляди-ка


[Закрыть]
! Noi vogliamo un muratore e un falegname, e lei vuole il figlio del Re di Spagna! Ma che specie di birbante![6]6
  Ma che specie di birbante! – вот нахалка!


[Закрыть]

Avvenne, però, che il re seppe, per magia, del desiderio della ragazza, mandò a chiedere la mano dell’ultima, si combinò il matrimonio, mentre le due sorelle crepavano dall’invidia. Il figlio del re la sposò e la portò nel suo palazzo. In capo ad un mese[7]7
  In capo ad un mese – через месяц


[Закрыть]
dalle nozze, la ragazza ebbe la notizia della morte del padre. Nel suo paese, quando qualcuno moriva, le donne della casa del morto erano tenute[8]8
  erano tenute – должны были


[Закрыть]
a tagliarsi una treccia. Nel momento in cui partì, il figlio del re disse: “Sta attenta, perché se ti fai tagliare la treccia[9]9
  se ti fai tagliare la treccia – если ты острижешь косу


[Закрыть]
, è meglio che non torni qui, io non ti accoglierò più”. E la moglie: “Non temere marito mio. Non me la faccio tagliare[10]10
  Non me la faccio tagliare – я ее не остригу


[Закрыть]
”. “Ti dò tre giorni di tempo, non devi assentarti per più di tre giorni[11]11
  per più di tre giorni – более трех дней


[Закрыть]
” – disse il figlio del Re. La ragazza si mise in cammino[12]12
  si mise in cammino – отправилась в путь


[Закрыть]
per visitare il padre morto, ma tanto pianse per il dolore che le tagliarono una treccia. Passarono i primi tre giorni e se ne tornò[13]13
  tornarsene = tornarsi


[Закрыть]
al palazzo del principe, che restò molto male. Il principe non disse manco una parola. La sera mangiarono insieme e non parlarono; andarono a letto zitti e muti. A mezzanotte il marito chiamò la moglie e disse: “Alzati, affacciati alla finestra e vedi che tempo fa[14]14
  che tempo fa – какая там погода


[Закрыть]
”. La donna si affacciò e disse: “Piove a catinelle[15]15
  Piove a catinelle – льет как из ведра


[Закрыть]
, tuoni, vento e tempesta”. E il marito: “Esci dalla mia casa, perché non ti voglio più con me!” E la moglie: “Ma, marito mio, che cosa ti ho fatto?” “Che ti avevo detto? Che non dovevi farti tagliare la treccia. E non voglio più vederti”. La fece vestire da maschio[16]16
  La fece vestire da maschio – он переодел ее в мужскую одежду


[Закрыть]
, le diede un pò di soldi e la congedò.

Dunque, la donna si mise in viaggio[17]17
  si mise in viaggio – отправилась в путь


[Закрыть]
e arrivò in una città grande come Venezia, e si mise a passeggiare sotto la casa del re di quella città, su e giù[18]18
  su e giù – туда-сюда, взад-вперед


[Закрыть]
, su e giù. Si affacciò la figlia del re e disse al padre: “Papà, che bel giovane che passeggia sotto al palazzo! Vogliamo prenderlo per servo?” E il re: “Fallo venire[19]19
  fallo venire – приведи его


[Закрыть]
, se vuole”. Allora la principessa lo chiamò: “Bel giovane, che cerca qui?” “Signorina, vado in cerca[20]20
  vado in cerca – я ищу


[Закрыть]
di un padrone”. E la principessa: “Che cosa sai fare?” “Signora principessa, so fare i servizi di casa”. Lo fece allora salire nel palazzo e gli affidò i servizi di casa. Ora la principessa si era tanto invaghita di questo giovane, che cominciò a fargli delle proposte, e quegli le rispondeva: “Signorina mia, io devo stare al mio posto, perché, altrimenti, il re mi caccia via[21]21
  caccia via – выгонит, выдворит


[Закрыть]
”. E il nostro giovane la vinse, e allora la principessa, che non era riuscita nei suoi intenti, per dispetto riferì al padre insinuazioni e menzogne, e il re lo fece prendere[22]22
  lo fece prendere – приказал схватить его


[Закрыть]
e lo mandò in prigione. Si fece il processo e lo condannarono a morte, ma il giovane non rivelava mai di essere in effetti[23]23
  in effetti – на самом деле


[Закрыть]
una donna. Stava per essere portato sul patibolo, quando il figlio del re di Spagna, lontano, interrogò la treccia che gli era restata. “Treccia, che cosa fa mia moglie?” E la treccia: “Sta per morire impiccata”. Subito il figlio del re si mise in cammino e arrivò, proprio perché era fatato, in un attimo[24]24
  in un attimo – в одно мгновение


[Закрыть]
. Le persone, che lo videro giungere e fare segni con la mano, gridarono: “Fermate la giustizia!” Il principe si fece avanti e chiese: “Chi ha fatto quello, chi sta per essere impiccato?” Il presidente della città gli rispose: “Ha fatto la festa alla figlia del re”. E il figlio del re di Spagna, volgendosi[25]25
  volgersi = rivolgersi


[Закрыть]
al presidente: “Bene, voglio dirvi due parole. Se costui è un uomo deve morire impiccato, ma se è una donna, che farete a quella che lo ha consegnato alla giustizia?” E il presidente: “Dovrà morire come sta per morire questi”. Allora il presidente e i giudici andarono ad accertare e constatarono che si trattava di una donna. Immediatamente fu presa la figlia del re e fu impiccata. Il figlio del re di Spagna si riprese la moglie e la riportò a casa.

Упражнения

1. Выберите правильный вариант:

1. L’ultima sorella era invidiosa della prima.

2. la seconda sorella era invidiosa dell’ultima.

3. La prima sorella era invidiosa della seconda.

4. La prima e la seconda erano invidiose dell’ultima sorella.


2. Che cos’è una treccia?

1. un attrezzo

2. una pettinatura

3. un carro

4. una bevanda


3. Вставьте пропущенные слова:

1. Un mercante aveva tre _________.

2. Ti dò tre giorni di _______, non devi ________ per più di tre giorni.

3. Vogliamo prenderlo per ______?

4. Ora la principessa si era tanto _______ di questo giovane.


4. Выберите нужный глагол:

La ragazza ______ in cammino per visitare il padre morto.

1. si mise

2. corse

3. prese

4. rivolse


5. Выберите нужный предлог:

per – in – del – a

1. Il padre andava ___ giro per le fiere.

2. Non devi assentarti ___ più di tre giorni.

3. Il figlio ___ re la sposò e la portò nel suo palazzo.

4. Che cominciò ___ fargli delle proposte.


6. Поставьте глаголы в нужную форму:

1. (Stare) per essere portato sul patibolo, quando il figlio del re di Spagna, lontano, (interrogare) la treccia che gli (essere) restata.

2. (Avvenire), però, che il re (sapere), per magia, del desiderio della ragazza.

3. Un mercante (avere) tre figlie, e la prima e la seconda (essere) invidiose dell’ultima sorella.

4. Il principe non (dire) manco una parola.


7. Ответьте на вопросы:

1. Perché il principe mise alla porta la sua moglie?

2. Perché la principessa riferì al padre insinuazioni e menzogne?

3. Perché le sorelle erano invidiose dell’ultima sorella?

4. Raccontare il testo.

Ответы:

1. La prima e la seconda erano invidiose dell’ultima sorella.

2. una pettinatura.

3.

1. Un mercante aveva tre figlie.

2. Ti dò tre giorni di tempo, non devi assentarti per più di tre giorni.

3. Vogliamo prenderlo per servo?

4. Ora la principessa si era tanto invaghita di questo giovane.

4. si mise.

5.

1. Il padre andava in giro per le fiere.

2. Non devi assentarti per più di tre giorni.

3. Il figlio del re la sposò e la portò nel suo palazzo.

4. Che cominciò a fargli delle proposte.

Amore di sale

C’era una volta[26]26
  C’era una volta – жил-был когда-то


[Закрыть]
un grande re. Questo re aveva tre figlie e quando rimase vedovo riversò tutto il suo amore su di loro. Passò del tempo e le tre ragazze, vedendo con quanto affetto e premura il padre le cresceva, le istruiva e le proteggeva dai dispiaceri e dalle cattiverie del mondo, fecero del loro meglio[27]27
  fecero del loro meglio – старались изо всех сил


[Закрыть]
per fargli dimenticare il dolore che ancora provava per la scomparsa della moglie. Ma un giorno[28]28
  un giorno – как-то


[Закрыть]
, inaspettatamente, il re chiamò la figlia maggiore e le domandò: “Come mi ami, tu, figlia mia?” “Padre mio, ti amo come il miele”, – rispose lei. “Lunga vita a te, figlia mia; e che il Signore mi aiuti a godermi la tua presenza il più a lungo possibile”. E poi chiese alla figlia secondogenita: “E tu come mi ami, figlia mia?” “Come lo zucchero, padre mio”. “Ti auguro tutto il bene di questo mondo, figlia mia; e che il Signore mi conceda a lungo la gioia della tua compagnia”.

Il re fu contento di sentirsi tanto amato dalle due figliole più grandi. Alla fine[29]29
  alla fine – наконец


[Закрыть]
guardò anche verso la figlia più piccola, che stava timidamente un po’ in disparte[30]30
  in disparte – в стороне


[Закрыть]
, e chiese anche a lei: “E tu, figlia mia, come mi ami?”; “Come il sale nelle pietanze, padre mio!” – rispose lei, serenamente, sorridendogli con amore filiale e abbassando la testa e lo sguardo, imbarazzata di dover parlare. Quando le sorelle più grandi sentirono la sua risposta scoppiarono a ridere[31]31
  scoppiarono a ridere – разразились смехом, расхохотались


[Закрыть]
e voltarono lo sguardo altrove. E il padre, molto arrabbiato, la ammonì: “Vieni un po’ qua, sconsiderata, così ci capiremo meglio! Non hai forse sentito con quale amore filiale mi amano le tue sorelle? Come mai[32]32
  come mai – неужели


[Закрыть]
non hai pensato anche tu come loro di dirmi quale dolce amore provi per tuo padre? E’ per questo forse che mi sforzo di allevarvi e di istruirvi in modo che[33]33
  in modo che – так, что


[Закрыть]
nessun altro al mondo possa eguagliarvi[34]34
  eguagliarsi = uguagliarsi


[Закрыть]
? Vattene[35]35
  vattene – ступай-ка


[Закрыть]
da questa casa: tu e il tuo sale!” Quando la povera piccola figlia del re sentì quanto fosse arrabbiato con lei il padre, avrebbe voluto sprofondare nella viscere della terra[36]36
  sprofondare nella viscere della terra – провалиться сквозь землю


[Закрыть]
per aver dato tristezza al genitore, e prendendo il coraggio a due mani[37]37
  prendendo il coraggio a due mani – набравшись храбрости


[Закрыть]
, rispose: “Perdonami, padre, io non ho voluto darti dispiacere. Ma ho pensato, con la mia mente, che anche se[38]38
  anche se – хотя, пусть


[Закрыть]
il mio amore non era pari di quello delle mie sorelle, non era comunque al di sotto[39]39
  al di sotto (di) – ниже


[Закрыть]
dello zucchero e del miele”. “Ma guarda, guarda…” – la interruppe il padre, “e osi anche paragonarti alle tue sorelle più grandi? Vai via, figlia impertinente, non voglio neanche più sentirti nominare!” Con queste parole, le chiuse la bocca e la lasciò annegare nelle lacrime. Le sorelle vollero consolarla con parole dolci, ma le fecero più male che bene. La figlia piccola, quando vide che neanche le sorelle avevano pietà di lei, confidò nell’aiuto del Signore e decise di andare là dove lui l’avrebbe guidata. Prese quindi dalla casa paterna solo alcuni vestiti vecchi e trasandati e girovagò da un paese all’altro, finché arrivò alla corte di un altro re.

Arrivata lì, si sedette davanti alla porta del castello. La moglie del cantiniere la vide, andò da lei e le chiese cosa volesse: lei rispose che era solo una povera ragazza orfana di tutti e due i genitori[40]40
  orfana di tutti e due i genitori – круглая сирота


[Закрыть]
e che voleva andare sotto padrone, se solo avesse trovato un posto. Proprio in quei giorni era andata via la ragazza che aiutava la moglie del cantiniere, e lei cercava un’altra. La guardò quindi molto attentamente e la ritenne adatta a quel lavoro, e le chiese quanti soldi volesse; lei rispose che chiedeva solo vitto e alloggio, e così si accordarono facilmente. Fu presa quindi subito come aiuto. Le disse quel che doveva fare, e le diede un mazzo di chiavi scelte tra le tante che aveva. E siccome aveva mani d’oro[41]41
  mani d’oro – золотые руки


[Закрыть]
per fare la pastella, le conserve, la confettura e le altre cose buone, le affidarono la cura delle provviste e dei pranzi di corte. Non si fermava mai in chiacchiere vane con nessuno, ed era diligente e veloce. Fu così che tutti a palazzo cominciarono a rispettarla e a trattarla con gentilezza, e nessuno trovò mai motivo per rimproverarla.

Le voci sulla diligenza e sulla modestia della ragazza che aiutava la moglie del cantiniere arrivarono anche all’orecchio della regina. E questa desiderò vederla e conoscerla. E quando si preparò per presentarsi davanti a lei, la ragazza seppe bene come vestirsi e rivolgersi a lei: a cuore aperto, senza inganni, ma senza osare troppo. Fu così che la regina cominciò a volerle bene[42]42
  cominciò a volerle bene – полюбила ее


[Закрыть]
, e sospettò che la ragazza non potesse essere di modeste origini. E così, dove andava la regina, andava anche la ragazza; quando la regina si metteva a ricamare anche lei si metteva a lavorare l’ago. La ragazza divenne[43]43
  divenire = diventare


[Закрыть]
l’ombra della sovrana, e che questa l’amava come se fosse sua figlia. Anche il re si meravigliava del grande affetto che la moglie portava a questa ragazza. Questo re aveva solo un figlio maschio. Lui e la regina lo guardavano come un sole e gli volevano bene oltre misura[44]44
  oltre misura – непомерно, сверх меры


[Закрыть]
. Un giorno il re dovette partire in guerra, e prese con sé[45]45
  con sé – с собой


[Закрыть]
il figlio per abituarlo anche alla lotta, ma lo riportarono a casa ferito. La madre piangeva lacrime amare e si lamentava per il grande dolore. Passava le sue notti vegliandolo, e si affaticò tanto da non potere stare neanche più in piedi. Allora chiamò la ragazza, come persona di fiducia, perché si prendesse cura di lui. Le parole della ragazza, le sue carezze, la sua modestia e saggezza risvegliarono nel cuore del malato un sentimento che mai prima di allora aveva provato. Il figlio del re cominciò ad amarla perché gli sembrava, quando le sue mani gli toccavano le ferite, che il dolore si attenuasse.

Un pomeriggio, quando ormai stava meglio, parlando con la madre, disse: “Sai, mamma, vorrei prendere moglie”. “Va bene, caro, va bene. Ti cercherò una brava ragazza, figlia di re, buona, di alto rango e brava in casa”. “L’ho già trovata, mamma!” “E chi è? La conosco?” “Non ti arrabbiare, mamma, quando te lo dirò. È la tua cameriera che mi ha rubato il cuore. Fra tutte le figlie di re che ho visto, neanche una mi è piaciuta come lei. Mi ha stregato il cuore”. Dopo qualche incertezza, il re e la regina acconsentirono alle nozze e si prepararono per il fidanzamento del figlio con la cameriera e fissarono la data delle nozze. La fidanzata del principe supplicò i sovrani affinché invitassero un certo re di sua conoscenza, che altri non era che suo padre[46]46
  che altri non era che suo padre – который был не кто иной, как ее отец


[Закрыть]
; ma si guardò bene dal rivelare a qualcuno che era la figlia di quel re.

Il giorno della benedizione nuziale arrivarono tutti gli invitati. La sera venne imbandito un pranzo grandioso, con portate di ogni genere, con mille bevande, con focacce e torte e tante altre cose buone, da leccarsi le dita quando le mangiavi. La sposa stessa aveva detto ai cuochi cosa dovevano cucinare. Ma fu proprio lei, con le sue stesse mani, a cucinare parte delle pietanze per un solo ospite. Poi ordinò ad una servetta di sua fiducia di portare in tavolo le pietanze da lei cucinate a quel re che era stato commensale. La servetta fece proprio come le era stato ordinato. Dopo che tutti gli invitati si furono messi a sedere attorno a quel tavolo, cominciarono a mangiare e a divertirsi a più non posso[47]47
  a più non posso – до упаду, почем зря, изо всех сил


[Закрыть]
. Il re invitato, cioè il padre della sposa, non riusciva a mangiare. Già da quando era arrivato non riusciva a staccare gli occhi dalla sposa, e sembrava che il cuore volesse dirgli qualcosa, ma non voleva credere ai suoi occhi. Il cibo non gli andava giù. Si meravigliava del perché tutti gli altri commensali mangiassero con tanto appetito delle pietanze che per lui non avevano gusto. Chiese al vicino che sedeva alla sua destra come gli sembrava il pranzo, e questo gli rispose che mai aveva mangiato delle pietanze così gustose. Il re assaggiò dal piatto del vicino e si rese conto[48]48
  si rese conto – осознал


[Закрыть]
che effettivamente era molto buono. Lo stesso fece con il vicino di sinistra, e dopo questi due assaggi gli venne l’aquolina in bocca[49]49
  venne l’aquolina in bocca – вызвали аппетит, слюнки потекли


[Закрыть]
. Finalmente, non potendo più trattenersi, si alzò in piedi e gridò: “Dimmi bene, re, mi hai invitato alle nozze di tuo figlio per prendermi in giro[50]50
  per prendermi in giro – чтобы посмеяться надо мной


[Закрыть]
?” “Guai a me[51]51
  Guai a me – горе мне


[Закрыть]
, Maestà! Come puoi pensare una cosa simile? Come tutti possono vedere, onoro te come tutti gli altri re e senza fare differenza”. “Invece no, Maestà! Perdonami, ma le pietanze di tutti gli altri commensali sono buone da mangiare, ma le mie no!” Il re suocero si arrabbiò moltissimo e ordinò che tutti i cuochi si presentassero dinanzi a lui per rendere conto[52]52
  rendere conto – отчитаться


[Закрыть]
di quello che avevano combinato, e i colpevoli sarebbero stati puniti con la morte. E sapete cos’era successo? La sposina aveva cucinato tutte le pietanze per il re, suo padre, senza sale, ma solo con miele e zucchero. Persino la saliera che si trovava davanti a lui, sul tavolo, era piena di zucchero e non serviva a niente che il povero re prendesse con il coltello d’argento quello che pensava fosse sale e lo mettesse sulle pietanze: queste, invece di diventare buone da mangiare, diventavano ancora più dolci. Allora la sposa si alzò e disse al re, suo suocero: “Sono stata io a cucinare le pietanze per il re che si è arrabbiato ed ecco perché l’ho fatto: questo re è mio padre. A casa eravamo tre sorelle e un giorno nostro padre ci chiese come lo amavamo. Le mie sorelle più grandi risposero che lo amavano come il miele e come lo zucchero. Quando venne il mio turno, io risposi che lo amavo come il sale nelle pietanze. Così infatti avevo pensato: che non esisteva amore più grande e più vero di questo. Mio padre invece si arrabbiò e mi cacciò di casa. Il Signore ha voluto lasciarmi la vita, e con il lavoro, l’onestà e la diligenza sono arrivata dove adesso mi vedete. In questa occasione ho voluto provare a mio padre che senza miele e senza zucchero un uomo può benissimo sopravvivere, anche se a lungo andare il dolce dà la nausea, mentre senza sale nelle pietanze, non si può stare. Ecco perché gli ho preparato tutti i cibi senza sale”.

Allora il padre della sposa riconobbe di non aver saputo capire l’arguzia della figlia e le chiese perdono. La ragazza gli baciò la mano e gli chiese a sua volta perdono per averlo inquietato con il suo modo di fare. Finalmente tutti ripresero a mangiare e cominciarono a divertirsi così tanto che questo pranzo di nozze divenne famoso in tutto il mondo. E vissero tutti felici e contenti.

Упражнения

1. Выберите правильный вариант:

1. Il re aveva due figlie.

2. Il re aveva tre figlie.

3. Il re aveva due figlie e due figli.

4. Il re aveva una filgia.


2. Che cos’è una pietanza?

1. un apparecchio

2. un cibo

3. una bevanda

4. un animale


3. Вставьте пропущенное слово:

1. Come puoi _______ una cosa simile?

2. Ti auguro tutto il _____ di questo mondo, figlia mia.

3. La sposina aveva cucinato tutte le ________ per il re.

4. Il giorno della __________ nuziale arrivarono tutti gli invitati.


4. Выберите нужный глагол:

Proprio in quei giorni era andata via la ragazza che ________ la moglie del cantiniere.


1. lavorava

3. ricamava

2. aiutava

4. trovava


5. Выберите нужный предлог:

su –di – in –per

1. Il re fu contento ___ sentirsi tanto amato dalle due figliole più grandi.

2. Questo re aveva tre figlie e quando rimase vedovo riversò tutto il suo amore ____ di loro.

3. Un giorno il re dovette partire _____ guerra.

4. La madre piangeva lacrime amare e si lamentava ___ il grande dolore.


6. Поставьте глаголы в нужную форму:

1. Allora la sposa (alzarsi) e (dire) al re.

2. (Passare) le sue notti vegliandolo, e (affaticarsi) tanto da non potere stare neanche più in piedi.

3. La sposa stessa (dire) ai cuochi cosa (dovere) cucinare.

4. La (guardare) quindi molto attentamente e la (ritenere) adatta a quel lavoro, e le (chiedere) quanti soldi (volere).


7. Ответьте на вопросы:

1. Perché la sposa cucinò le pietanze per il re?

2. Cosa faceva la principessa nella casa della moglie del cantiniere?

3. Perché il re cacciò di casa la figlia minore?

4. Perché la regina amava la ragazza?

5. Raccontare il testo.

Ответы

1. Il re aveva tre figlie.

2. Un cibo.

3.

1. Come puoi pensare una cosa simile?

2. Ti auguro tutto il bene di questo mondo, figlia mia.

3. La sposina aveva cucinato tutte le pietanze per il re.

4. Il giorno della benedizione nuziale arrivarono tutti gli invitati.

4. aiutava.

5.

1. Il re fu contento di sentirsi tanto amato dalle due figliole più grandi.

2. Questo re aveva tre figlie e quando rimase vedovo riversò tutto il suo amore su di loro.

3. Un giorno il re dovette partire in guerra.

4. La madre piangeva lacrime amare e si lamentava per il grande dolore.

Faccia di capra

Un contadino aveva dodici figlie e per far vivere onoratamente la famiglia, andava ogni mattina a zappare a giornata e non avresti saputo dire se era più il sudore che gli colava a terra o la saliva che si sputava sulle mani: basta dire che con il poco delle sue fatiche riusciva a mantenere tutte quelle bambine, giusto che non morissero di fame. Ora, mentre questo si trovava un giorno a zappare ai piedi di una montagna[53]53
  ai piedi di una montagna – у подножия горы


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, dove c’era una grotta così profonda e buia che il Sole aveva paura ad entrarci, da questa uscì un lucertolone[54]54
  lucertolone – большая ящерица


[Закрыть]
verde grande quanto un coccodrillo e il povero contadino restò così spaventato che non ebbe la forza di squagliarsela e da un’apertura di bocca di quella brutta bestia aspettava la chiusura dei suoi giorni. Ma il lucertolone si fece più vicino e disse: “Non avere paura, uomo dabbene mio, perché non sono qui per farti alcun dispiacere, ma vengo soltanto per il tuo bene”. Sentendo questo Masaniello, così si chiamava il contadino, le s’inginocchiò dinanzi, dicendole: “Signora come-ti-chiami, io sono nelle tue mani: agisci da persona dabbene e abbi compassione di questo poveruomo, che ha dodici piagnucoloni da far vivere”. “Per questo”, rispose la lucertola, “io sono venuta ad aiutarti; perciò portami domani mattina la più piccola delle tue figlie, perché me la voglio crescere come una figlia”. Lo sventurato padre, sentendo questo, restò più confuso di un ladro quando gli viene trovata la refurtiva addosso, perché, sentendosi chiedere la figlia dalla lucertolona e anche la più piccolina, ne dedusse che la faccenda puzzava e che la voleva come pillola purgativa per evacuare la fame. E disse fra sé[55]55
  fra sé – про себя


[Закрыть]
: “Se io le do questa figlia, le do l’anima mia; se gliela rifiuto, si prenderà questo corpo; se la contraddico, si succhia il mio sangue; se acconsento, mi toglie una parte di me stesso; se rifiuto, si prende me tutto intero. Che decido? che scelgo? Che scusa trovo? oh che mala giornata mi è capitata! Che disgrazia mi è caduta dal cielo!”. Mentre diceva questo la lucertolona aggiunse: “Deciditi, presto e fai quello che ti ho detto, altrimenti ci lasci le penne[56]56
  ci lasci le penne – попадешь как кур во щи


[Закрыть]
, perché così voglio!”. Masaniello, sentita questa sentenza e non avendo come fare ricorso, tornò a casa tutto malinconico, così ingiallito in faccia che sembrava avesse preso l’itterizia, e Ceccuzza, vedendolo così smorto istupidito con il nodo alla gola[57]57
  il nodo alla gola – ком в горле


[Закрыть]
e imbronciato, gli disse: “Che ti è successo, marito mio? hai litigato con qualcuno? ti hanno chiesto soldi? o ci è morto l’asino?”. “Niente di tutto questo”, rispose Masaniello, “ma una lucertola cornuta mi ha messo sottosopra, mi ha minacciato che se non gli porto la nostra figlia più piccolina, ne farà di cose che puzzano: la testa mi gira come un arcolaio, non so che pesci pigliare[58]58
  non so che pesci pigliare – не знаю, на что решиться / ума не приложу


[Закрыть]
! Da una parte mi spinge l’amore e dall’altra l’affitto della casa! Amo straordinariamente la mia Renzolla, amo straordinariamente la vita mia! Perciò dammi un consiglio, Ceccuzza mia, altrimenti sono finito”. Sentendo questo la moglie gli disse: “Chi sa[59]59
  chi sa – кто знает


[Закрыть]
, marito mio, se questa lucertola porterà fortuna alla nostra famiglia? Chi sa se questa lucertola porterà la luce sulle nostre miserie? Perciò vai, portagliela, il cuore mi dice che potrebbe essere un buon destino per questa povera bambina”. Queste parole convinsero Masaniello e la mattina – appena il Sole con il pennello dei raggi imbiancò il cielo che era annerito dalle ombre della Notte – prese la bambina per mano[60]60
  per mano – за руку


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e la portò fino alla grotta. La lucertolona, che stava di vedetta per vedere quando arrivava il contadino, appena lo vide uscì fuori dalla tana e, presa la ragazza, diede al padre un sacchetto di monete dicendogli: “Vai, marita con questi spiccioli le altre figlie e vivi in allegria, perché Renzolla ha trovato il padre e la madre. Oh beata lei, che ha incontrato questa buona ventura!” Masaniello tutto contento ringraziò la lucertola e se ne tornò saltellando dalla moglie, raccontandole l’accaduto e mostrandole i soldi, con cui maritarono tutte le altre figlie, e gli rimase anche la salsa per inghiottire piacevolmente le difficoltà della vita. Ma la lucertola, avuta Renzolla, dopo aver fatto apparire un bellissimo palazzo ce la mise dentro, allevandola con tanti lussi e regali degni di una regina. Il mangiare era da conte, il vestire da principe, aveva cento damigelle attente ed esperte che la servivano. Con questo buon trattamento si fece come una quercia.

Capitò che, andando a caccia per quei boschi, il re incontrò la notte cammin facendo e, non sapendo dove sbattere la testa[61]61
  dove sbattere la testa – где приклонить голову


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, vide brillare una candela dentro quel palazzo, per questo mandò da quella parte un servo perché pregasse il padrone di dargli ospitalità. Arrivato il servo, si fece avanti la lucertola sotto forma[62]62
  sotto forma – в облике


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di una bellissima ragazza, che, sentita l’ambasciata, disse che era mille volte il benvenuto, perché non gli sarebbero mancati né il pane né i coltelli. Sentita la risposta, il re venne e fu ricevuto da cavaliere, gli uscirono incontro cento paggi con le torce accese, sembrava il gran funerale di un uomo ricco; altri cento paggi portarono le bevande in tavola, sembravano tanti garzoni di speziali che portassero i piattini ai malati; cento altri con strumenti facevano musica; ma soprattutto Renzolla servì da bere al re con tanta grazia che bevve più amore che vino. Ma, finito il masticatorio e sparecchiate le tavole, il re andò a coricarsi e Renzolla stessa gli tolse le calze dai piedi e il cuore dal petto, con tanta buona grazia che il re sentì dalle ossa piccoline toccate da quella bella mano salire il veleno amoroso ad avvelenargli l’anima, tanto che[63]63
  tanto che – так, что


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, per porre rimedio alla sua morte, cercò di avere il contravveleno di quelle bellezze e, chiamando la fata che la proteggeva, gliela chiese in moglie. E lei, non desiderando altro che il bene di Renzolla, non solo gliela diede volentieri, ma le diede anche una dote di sette pezzi d’oro. Il re, tutto felice di questa fortuna, se ne partì con Renzolla, che, sprezzante e ingrata per quanto le aveva dato la fata, se ne andò con il marito senza rivolgerle una sola parola di ringraziamento. E la maga, vedendo tanta ingratitudine, le lanciò una maledizione, che la sua faccia si trasformasse in quella di una capra e, appena dette queste parole, le si allungò il muso con un palmo di barba, le si strinsero le ascelle, le si indurì la pelle, la faccia le si coprì di peli e le trecce diventarono corna puntute. Il povero re, visto questo, si fece piccino piccino, non riusciva a capire cosa gli fosse capitato, perché una bellezza si fosse trasformata così e, sospirando e piangendo a tutto spiano[64]64
  a tutto spiano – изо всех сил, вовсю


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, diceva: “Dove sono i capelli che mi legavano? Dove gli occhi che mi trafiggevano? Dove la bocca che è stata la tagliola di quest’anima, la trappola di questi spiriti e il laccio di questo cuore? ma che? Devo essere marito di una capra e acquistare il titolo di caprone? No no, non voglio che questo cuore crepi per una faccia di capra”. Dicendo così, arrivato al suo palazzo, mise Renzolla con una cameriera in una cucina dando all’una e all’altra quattro rotoli di lino perché li filassero, dandogli il limite di una settimana per finire questo cottimo. La cameriera, obbedendo al re, cominciò a pettinare il lino, a fare i lucignoli, ad avvolgerli sulla rocca, a torcere il fuso, a finire le matasse e a faticare come un cane, tanto che il sabato sera si trovò il lavoro finito. Ma Renzolla, credendo di essere la stessa che era stata a casa della fata, perché non si era guardata allo specchio, gettò il lino dalla finestra, dicendo: “Il re perde tempo a darmi questi fastidi! se vuole camicie che se ne[65]65
  se ne – себе


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compri! Ma si ricordi che gli ho portato sette pezzi d’oro in casa e che gli sono moglie e non serva e mi pare che si comporti da asino a trattarmi in questo modo”. Nonostante questo, quando fu sabato mattina, vedendo che la cameriera aveva filato tutta la sua parte di lino, ebbe una gran paura di qualche bastonatura e per questo si avviò al palazzo della fata e le raccontò la sua disgrazia. E lei, abbracciandola con grande affetto, le diede un sacco pieno di filato perché lo desse al re e dimostrasse di essere stata una brava massaia. Ma Renzolla, preso il sacco senza dire mille grazie per il servizio, se ne andò al palazzo reale. Ma il re, avuto il filato consegnò due cani, uno a lei e uno alla cameriera, ordinando che li nutrissero e li crescessero. La cameriera allevò il suo e lo trattava come fosse un figlio, ma Renzolla diceva: “Devo pettinare cani e portare cani a fare la cacca?”, – e così dicendo scaraventò il cane dalla finestra. Ma, dopo alcuni mesi, il re chiese dei cani e Renzolla, vedendosela brutta, corse di nuovo dalla fata e un vecchietto incontrato sulla porta, che era il portiere, le chiese: “Chi sei e che vuoi?”. E Renzolla, sentita questa strana domanda, gli disse: “Non mi riconosci, barba di capra?”. “A me con il coltello?”, – rispose il vecchio, “il ladro insegue lo sbirro! stai lontano che mi sporchi! Io barba di capra? Tu sei barba di capra e mezza, perché per la tua presunzione ti meriti questo e anche peggio; e aspetta un poco, sfacciata presuntuosa, che adesso ti illumino e vedrai come ti hanno ridotto la tua boria e le tue pretese”. Dicendo così corse in una cameretta e, preso uno specchio, lo mise davanti a Renzolla, e lei, quando vide quella brutta faccia pelosa, stava per crepare di spasimi, quanto dolore provò lei vedendosi tanto contraffatta al punto di non riconoscersi. Il vecchio le disse: “Ti devi ricordare, Renzolla, che sei figlia di un contadino e che la fata ti aveva portato al punto di essere regina, ma tu sciocca, tu scortese e ingrata, non ringraziandola affatto di tanti favori, l’hai considerata un cesso senza mostrarle un solo segno di affetto. Sei ridotta come meriti, guarda che faccia hai, guarda dove sei finita per la tua ingratitudine, per la maledizione della fata hai non solo cambiato faccia ma anche condizione. Ma, se vuoi fare come ti dice questa mia barba bianca, entra a trovare la fata, gettati a suoi piedi, strappati queste ciocche, graffiati questa faccia, battiti questo petto e chiedile perdono delle tue cattive maniere verso di lei, perché lei si muoverà a compassione delle tue sciagure”.

Renzolla, che si sentì toccare e colpire nel centro, fece come diceva il vecchio e la fata, abbracciandola e baciandola, la fece tornare come era prima e, fattole indossare un vestito carico d’oro, dentro una stupefacente carrozza accompagnata da un branco di servi, la portò al re. E lui, vedendola così bella e lussuosa, l’ebbe cara quanto la vita, dandosi pugni in petto per quanti strazi le aveva fatto sopportare e chiedendole perdono. Così Renzolla visse contenta, amando il marito, onorando la fata, e mostrandosi grata al vecchio, avendo imparato a proprie spese che è stato sempre utile essere cortese.


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